giovedì 9 dicembre 2010
E' quando senti che è lì che vuoi stare, e che lì racchiude in una sillaba le terre conosciute e il mare navigabile purché ci sia anche lei, è quando leggi il nome di città lontane e ti incuriosiscono, guardi qualche foto su Wikipedia, controlli in che lega stia la squadra del posto perché è quello che fai sempre, ingrandisci la foto di una piazza grande, chiusa di fronte da palazzine basse colorate come i mattoncini Lego, e al centro una fontana senza l'acqua e alberi senza foglie e un lampione spento, e una sola persona con una borsa bianca e rossa, e un palo della luce che pare tenere su il campanile, è quando leggi il suo nome, quando lo scrivi, quando non lo scrivi perché ti fa male, è quando si toglie la sciarpa celeste e la appende alla gruccia sotto la giacca, è quando sfili la tua sciarpa scura e la infili malamente nella manica, quando allontani piano piano una ragazza dolce che ti ama e che hai amato ma non è lei, e quando pranzi con un'altra e sogni di sentire una voce che non è la sua, che dica cose che lei ignora senza averne colpa, che abbia mani grandi che non può avere, è quando c'è il vento e cammini veloce e quando è tutto fermo e silenzioso come acqua sull'erba marcia di una palude, e la città è Zwickau e non ricordi come ci sei finito addosso ma sai che se anche volessi andarci con lei, e lei volesse, non potresti, non potreste, è quando nemmeno le quattro note magiche, do, re, fa, mi, ti fanno chiudere gli occhi e dominare pensieri che non sono tuoi ma ti usano per vivere, quando è così, è quando è così che senti di amarla, e che non c'è.
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