sabato 27 novembre 2010

Svilupperò, a beneficio di quanti non leggono il blog, la totalità del genere umano finora, il concetto espresso ieri. La mia concezione di un blog, evidentemente poco condivisa, è quella di uno spazio di fantasia, di umorismo, di libri, di lettere d'amore, di lettere e basta, di evasione, di gioco, di sesso, uno spazio in cui la quotidianità, con i mali di stomaco e di gola, le code ai semafori, le code alla cassa, i parenti noiosi, le considerazioni sul tempo, non abbia lo spazio che, feroce, esige nella vita vera. Non è l'arte che imita la vita, è la vita che imita l'arte.

All'atto pratico, se io mi alzo di pessimo umore, se esco di casa prima dell'alba immerso in climi rigidi e nebbiosi, se mi avventuro in auomobile o in tram lungo viali urbani congestionati o viottoli di campagna che a quelle ore non attraversano neanche i cinghiali perché non hanno voglia di uscire, se faccio un lavoro che non mi appassiona, non c'entra nulla con quanto ho studiato ed è avaro di soddisfazioni come Arpagone di quattrini, se soffro di dispepsia, ho un marito pigro, una moglie scostante, un gatto anziano, una suocera intollerabile, un suocero senza memoria, un fratello che non mi parla, un bambino dislessico, e ho sonno, fame e freddo, se mi succede così tante volte da non poterle contare, e se dormo male, mangio solo verdure scondite perché una volta ero un atleta e ora ho smesso e mi sono un po' arrotondato, e se i termosifoni non vanno in pressione, se tutto questo è vero, o se lo è solo la metà, ecco, perché devo reiterare lo strazio su un blog?

venerdì 26 novembre 2010

Oh, chissà se sono riuscito a creare il blog? Sì, ok. Prima considerazione. Nei Promessi sposi la parola usata più volte pare sia "Renzo". Perché in un numero spaventoso di blog la parola più utilizzata è "suocera"?