Con le bocce funziona così.
Due, quattro sei o otto
persone, uomini, donne, bambini, anziani, soprattutto anziani, si
trovano su un campo lungo e stretto, tracciato con solchetti nella terra
o nell’asfalto. Formate due squadre, lanciano avanti una sferetta di
legno, dipinta di rosso, di verde o di arancione, alla quale bisogna
avvicinare le proprie bocce. La sferetta si chiama pallino, o boccino.
In italiano è assolutamente identico, anche se pallino suona più
“professionale”. Nel piemontese invece, la lingua del gioco da quando il
gioco esiste in Piemonte, si nasconde un insidioso falso amico: il balìn è il pallino, ma il bocìn è il vitello. Una volta, da bambino, alla bocciofila che frequentavo in campagna un tale invitò tutti ad ammirare al bocìn d’or.
Io li seguii tutto curioso di vedere un bel pallino d’oro, pesante una
ventina di grammi, che il tale doveva senz’altro aver portato via in
qualche gara dei paesi, di quelle grosse che facevano d’estate. Quello
intendeva invece un vitello di peso e taglia straordinari, che aveva
vinto per acclamazione una medaglia alla mostra bovina di Carmagnola.
Avevo il terrore degli animali, e tra la stalla dall’odore forte e il
cortile della cascina di animali ce n’erano parecchi.
Si gioca.
Quando qualcuno mette una boccia vicina al pallino gli altri ne lanciano
una per aria cercando di colpirla. Una squadra gioca finché non prende
il punto, può tirare una boccia sola oppure otto di fila, e gli altri
nessuna, guardano e aspettano. Non è come nel curling che si gioca un
sasso per volta, a turno. Tira la squadra A, poi la B, poi la A, poi la
B, poi la A, e fino alla fine. Non importa la situazione sul terreno,
può avere due punti la A o 3 la B, si gioca sempre a turno. Il risultato
è che l’ultimo a tirare ha un vantaggio enorme, e spesso rinuncia a un
punto pur di avere l’ultima pietra la mano dopo. Nelle bocce invece, se
il punto è di A, B tira finché non lo prende o finisce le bocce. E’
molto più bello e più equo. Però il curling, eh, è molto televisivo:
Eurosport trasmette i grandi eventi della disciplina, mondiali ed
europei, una bella successione cadenzata di pietre gialle e rosse. Ho
scoperto da poco, tra l’altro, che i giocatori di curling si muovono sul
ghiaccio, ma non hanno i pattini, ma una scarpa dalla suola ruvida, per
fare presa, e una dalla suola liscia, per scivolare.
Le bocce non
sono televisive, a meno di non scagliarne una per infrangere lo schermo
quando state guardando una partita di calcio e negano un rigore alla
vostra squadra. Alla fine della mano, comunque, tante bocce vicine al
pallino, tanti punti per la squadra che le ha giocate. Chi arriva prima a
13 punti, o a 12, o 11, dipende dai regolamenti locali, vince.
Con l’ansia funziona così: supplichi che passi.
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